Dalla quarta di copertina
«…Dalle feritoie della mente, cavava refoli di memoria in frammenti instabili, segni di un tempo che fu suo, che fu di Anna, che fu di una felicità buona.»
Un treno notturno attraversa l’Italia da sud a nord. A bordo, un uomo e una donna condividono il tempo sospeso del viaggio. Tra i due, la conversazione nasce lieve e si fa lentamente necessaria. Tra le mani dell’uomo c’è un manoscritto inatteso, una storia che sembra conoscere troppo bene la sua vita, le sue ferite, i suoi ricordi.
Mentre il paesaggio scorre oltre i finestrini e la notte avanza, passato e presente iniziano a confondersi. Le parole lette risuonano come un’eco interiore, riportando alla luce amori antichi, promesse mancate e identità che il tempo ha provato a cancellare. Ma non tutto ciò che si perde smette davvero di esistere.
Fino alla fine del tempo è un romanzo sul ricordo e sull’oblio, sulla fragilità della memoria e sulla forza ostinata dei legami umani. Una storia che danza tra filosofia e poesia, interrogando il lettore su ciò che resta quando i nomi svaniscono e su quanto lontano possa arrivare l’amore quando decide di non arrendersi.
Note biografiche sull’autore
Linguista di formazione, Antonio Mauceri (Siracusa, 1987) è insegnante e musicista. Nel 2019 fonda “Nuova Arcadia”, realtà accademica dedita alla formazione artistica delle nuove generazioni e alla valorizzazione della cultura umanistica. Esordisce con il romanzo giovanile “White Nights – Storie di un’estate” (Kimerik, 2007). Fino alla fine del tempo è il suo secondo lavoro narrativo.






