C’è una parola che non si traduce davvero. Si porta dietro qualcosa che le traduzioni non reggono: il desiderio di ciò che è stato, di ciò che non è ancora, di ciò che forse non sarà mai.
Cinque donne. Cinque voci. Un laboratorio di scrittura che ha saputo diventare nido, porto, specchio.
In queste pagine, una vasca da bagno diventa il teatro di una riconquista di sé dopo un intervento che porta via un pezzo di corpo e restituisce leggerezza. Un appartamento al sesto piano, con le sue posate disposte male e i gatti dagli occhi come torce, diventa il luogo impossibile da svuotare e impossibile da abitare. Una luce storta che entra dalla finestra del bagno alle 7.40 di marzo diventa la misura esatta di un’assenza, di una casa troppo silenziosa, di una sedia ferma al tavolo per sempre. Due donne parlano di profumi e di mare, di traversate e di confini, e scoprono che il ricordo è l’unica forma di cura che travalica i chilometri. E poi una commedia fulminante: il click di un acquisto sul web che si rivela, nel sonno e nella veglia, il piccolo teatro del desiderio e del rimorso.
SAUDADE è il primo libro nato dal Laboratorio di Scrittura Creativa e Riparativa del Collettivo C&Rversi.
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Indice dei racconti
“Omè” di Alessandra Accordino
“L’intollerabile permanenza delle cose” di Maria Rita Caputo
“La luce di marzo non mente” di Giulia Carmen Fasolo
“Il manto della cura” di Marcella Magistro
“Click” di Gabriella Raffa
Indice delle poesie
“Amnesie volontarie” di Francesca Calapai
“Parole” di Cinzia Rodi
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