C’è un bambino con la febbre, un nonno con mille storie, e uno spazio protetto tra le coperte dove il mondo può essere raccontato senza fare troppo male. In quel piccolo spazio, Giona impara che la sofferenza e la felicità scelgono sempre a casa da chi andare, e che le storie sono uno dei pochi strumenti che abbiamo per attraversarle. Dentro il racconto del nonno vive un’altra storia: quella di Jennie e Mattias, alle prese con una perdita improvvisa e con libri inspiegabilmente vuoti, come se le parole se ne fossero andate con chi non c’è più. Un finale ricco e a sorpresa. Un romanzo breve sulla trasmissione, sul lutto e sulla letteratura come forma d’amore. Con una missione finale che appartiene a tutti: fare in modo che le storie non vadano perdute.
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Nota biografica dell’autrice
Barbara Lanza, ingegnera, cresciuta tra Tindari e Palermo, oggi Olivarese d’adozione, la Sicilia è la sua scelta d’amore. È appassionata di numeri e parole, che definisce due lingue diverse che, in egual misura, le consentono di comprendere il complesso mondo che abitiamo (la complessità è sempre stata il suo oggetto di studio preferito). Afferma che scrivere è diletto, che spesso si fa urgenza. Condivide le sue storie solo perché crede nel potere comunicativo del linguaggio, nonostante riconosca sia spesso fonte di fraintendimenti (sicuramente, più dei numeri). Per questo motivo ogni sua narrazione viene cucita in maniera sartoriale, parola per parola, senza mai troppa fretta.
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Indice dei capitoli
Giona non va a scuola!
A caccia di uno scrittore
Il Pianeta delle Storie
Un’ultima possibilità
Il dolce preferito
Un finale da ricordare
Per 365 volte ancora insieme!





