“La Villa degli Olmi” di Francesco Chianese

12,00

“Orme di inchiostro”
Pagine: 84
ISBN: 978 88 6300 365 9
Edizione: 1a edizione maggio 2026
Euro: 12,00
Formato: 15×21 cm
Rilegatura: brossura fresata
Interno: bianco e nero

In copertina e all’interno disegni di Caterina Barresi

Se non fosse per la scrittura moderna, il racconto di Francesco Chianese, intitolato “La Villa degli Olmi”, si potrebbe scambiare per una novella “licenziosa”, e sconosciuta, del “Decameron” di Giovanni Boccaccio. Perché in effetti si tratta di un testo “boccaccesco” che rimanda anche ad altre suggestioni. In primo luogo al film “Proposta indecente”, e questa è stata la mia reazione immediata appena finito di leggere il testo. Ma anche, con il dovuto rispetto, alla canzone “Un giudice” di De Andrè, dove il “nano”, tra tutte le virtù, possedeva “la più indecente”!
Avete ben capito che razza di testo ha preparato l’amico Chianese, non nuovo a certi temi scritti per il suo teatro. Nel corso del tempo abbiamo visto alcune messinscene di suoi scritti. Il suo è un teatro sociale, talvolta leggero, che tratta anche temi forti, come la follia, la morte, l’antropofagia (proprio così!), l’abbandono degli anziani, l’omosessualità.
Dopo queste divagazioni cerco di fornirvi una traccia del lavoro. La vicenda è ambientata nel 1961, nel periodo del boom economico che non sembrò coinvolgere la famiglia Cannavazzo, abitante in una modesta ma decorosa casa di proprietà dei genitori della moglie Matilde. Già i nomi, Cannavazzo (!) e Matilde (!) evocante una Matilde da commedia televisiva, la dicono lunga sul tenore della vicenda sviluppata nel testo.
Vediamo meglio i protagonisti. In primis Luca Cannavazzo, lettore di Topolino, piuttosto nano di statura, la moglie Matilde, e Stella, la figlia sedicenne. Poi abbiamo il sindaco Umberto Galletti, la moglie Arianna e il figlio Giannino. Questi chiederanno in sposa Stella per il figlio Giannino. Infine, il terzo gruppo, composto da Ermelinda, sorella di Matilde, sposata col giudice Ernesto Orlandi; ma c’è anche la presenza inquietante del Duca Ubaldo, notaio, proprietario della Villa degli Olmi, lasciata in eredità alla figlia frutto di un rapporto clandestino, cioè una delle due sorelle Matilde-Arianna.
E ci sono anche quindici milioni proposti da Ermelinda alla sorella Matilde in cambio di una dichiarazione di rinuncia alla Villa degli Olmi nel caso fosse lei la figlia illegittima.
Non vogliamo svelare nulla, il finale è a sorpresa, però ribadiamo come la storia, a nostro avviso, rispecchia le “simmetrie” di alcuni racconti del “Decameron”, per via di certi incroci narrativi, e di “Proposta indecente” per certe “proposte” che avverranno nello sviluppo della narrazione.
Buona lettura, una lettura leggera e divertente!

Arch. Marcello Crinò

 

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Nota biografica dell’autore

Francesco Chianese nasce a Barcellona Pozzo di Gotto il 30 aprile 1959. Oggi vive a Merì, in provincia di Messina.
Laureato in Scienze Politiche presso Università degli studi di Messina, è autore autore di teatro in lingua ed in vernacolo siciliano.
Nel corso della carriera ha avuto riconoscimenti e premi come autore e regista. Ha scritto monologhi e testi per corti cinematografici realizzati.
È stato direttore artistico di rassegne e festival di teatro, oltre che direttore Artistisco di compagnie teatrali. Attualmente dirige un piccolo teatro, che ha fondato dopo aver chiuso il “Piccolo Teatro Petrolini”. Cura laboratori per adulti e bambini.

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