“La mia guerra ‘43-45” di Nello Macrì

12,00

SAGGISTICA
Collana “Orme di storia”

ISBN 978-88-6300-238-6
1a edizione gennaio 2020
Euro 12,00
Pagine 248
Rilegatura brossura fresata a folio
Formato 14,8×21 cm
Avorio lux cream 8.1
a colori

Sezioni:  L’eccidio  /  I miserabili dei Balcani  /  Racconti di prigionia
Le illustrazioni all’interno sono dell’Autore

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Presentazione

 

“La mia guerra ‘43-45” è la pubblicazione del manoscritto scritto di proprio pugno da Nello Macrì, classe 1919.
Lasciato in eredità alla famiglia e dato alle stampe dai figli, il volume custodisce i ricordi personali della guerra del ‘43-45; un tragico periodo che ha sconvolto il mondo intero, sottraendo tanti figli alle proprie famiglie. Figli, giovani, uomini che hanno dovuto – per amore verso la patria o per propria volontà – combattere un folle demone affamato di potere.
Nello Macrì, uomo poliglotta e dalla grande cultura, è stato costretto anche a fingere di essere uno studente di medicina al primo anno; altre volte ha fatto da interprete tra i carnefici e i poveri soldati prigionieri.
È stato in fondo fortunato, perché alla fine della guerra è riuscito a far ritorno a casa e a sposare la donna alla quale era legato da una promessa d’amore.


Nota biografica

Macrì Nello è nato a Firenze il 23 gennaio 1919.
Si è laureato in lettere classiche e ha svolto le funzioni di Dirigente Superiore di Esercizio (A.S.S.T. )
Ex combattente nelle campagne ‘40-43, ‘43-45, già col 317° Rgt. Ftr. Divisione ACQUI.

Il suo reggimento, il 317° della Divisione Acqui, era stato trasferito da Merano a Zante, ove giunse via mare nel giugno del ‘42. Il colonnello Italo Domeniconi ne era il comandante. Nel febbraio del ‘43, il Reggimento, al comando del colonnello Ezio Ricci, venne trasferito a Cefalonia. Dall’ufficio OP del Comando di Reggimento, venne trasferito al Comando della Fanteria Divisionale il cui comandante era il generale di Brigata Edoardo Luigi Gherzi, un piemontese di Lu Monferrato (AL), quale disegnatore topografico, nonché dattilografo e revisionatore di bozze riguardanti le relazioni di supporti tattici, con allegati i vari “lucidi” topografici esplicativi. Venne assegnato alle dirette ed esclusive dipendenze del generale.

Ha partecipato al fatto d’arme a Cefalonia (Grecia) nel settembre 1943. Deportato in prigionia dai Tedeschi in Serbia (JU). Internato dai Russi a Renj (Bessarabia) e a Dnepropetrovsk (Ukraina) ed è rientrato in Italia nel novembre 1945.

Si è poi sposato nell’aprile del 1950 con Geraci Carolina. Vincitore del premio letterario P.T 1963 con “Gli occhi dell’alba”. Ha coltivato studi di archeologia e di lingua e letteratura russa. Ha terminato un saggio: “Ipotesi di decifrazione dei segni sillabografici impressi sul Disco di Festo (Creta) della scrittura lineare B”.

Deceduto il 14 giugno 2000.

 

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